Trasporti in Lombardia: Pedemontana Lombarda in attesa di soluzione

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Dopo aver sfiorato il fallimento, il progetto autostradale lombardo sembra non vedere la sua conclusione. Lavori fermi, nessun piano industriale efficace e un buco di 2,4 miliardi di finanziamenti a lungo termine. Ma la regione Lombardia vuole completare l'opera.
Nel dicembre 2017 il Tribunale di Milano ha respinto la richiesta di fallimento presentata, nel luglio dello stesso anno, nei confronti di Pedemontana Lombarda. Alla società veniva contestato un forte indebitamento nei confronti di banche e fornitori, ma i giudici hanno dato ragione alla società autostradale, grazie ai cinquanta milioni di euro ancora presenti nelle sue casse, agli sforzi di Regione Lombardia e al contributo di vari istituti di credito, che hanno trasformato un prestito di duecento milioni di euro (scadenza 2018) in un mutuo con scadenza nel 2034.
Scongiurato il fallimento, dopo quasi un anno, la situazione non sembra però essere migliorata. Questa infrastruttura ha l'obiettivo di velocizzare gli spostamenti nell'area nord di Milano, interessando le provincie di Varese, Como e Bergamo. Il primo tratto realizzato di 19 chilometri (da Cassano Magnago a Lomazzo) ha già richiesto un esborso finanziario di un miliardo di euro, mentre, secondo gli esperti, i 70 chilometri ancora da completare – da Cesano Maderno (MB) a Osio Sotto (BG) – necessitano di un investimento pari a cinque miliardi di euro compresi gli oneri finanziari.
Autostrada Pedemontana Lombarda è controllata all'80 percento da società autostradale Serravalle e per la restante parte dalla Regione Lombardia. Nonostante l'impegno di entrambi i soci, il problema fondamentale rimane il reperimento dei fondi per la conclusione della tratta autostradale ed è questo il motivo per cui a metà ottobre è stata aperta una consultazione preliminare di mercato, pubblicata anche sul quotidiano inglese Financial Times. L'obiettivo è capire quali grandi gruppi italiani ed europei sarebbero interessati a partecipare alla costruzione del secondo lotto e completare l'opera. Le offerte devono pervenire entro il 30 novembre 2018, mentre a inizio dicembre si svolgeranno i colloqui con chi ha inviato la manifestazione di interesse. Una cosa è certa, questa incompiuta autostrada – uno dei progetti più grandi d'Europa – è la più moderna costruita in Italia (senza caselli e con pedaggio automatico) e ha bisogno di un convincente piano industriale accompagnato da solidi investimenti.
Questo è il convincimento anche di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, che recentemente ha dichiarato di aver preso contatti con tre fondi di investimento, due italiani e uno straniero, a riprova che il progetto sia ancora importante e che se lo Stato non riuscirà a garantire le risorse necessarie, la Regione agirà da sola. Ma non è tutto: la vicenda può diventare l'inizio di un duro scontro politico all'interno della maggioranza. L'opera è oggetto di analisi costi-benefici da parte della commissione di esperti istituita dal ministro Toninelli, mentre continue pressioni provengono da rappresentanti della Lega che promuovono il completamento della direttrice lombarda.